sono stata lungimirante a ritenerti un coglione

12 marzo – Io non so che cosa ti passa per la testa o cosa può esserti stato riferito, ma noi abbiamo stretto una intimità che avrebbe dovuto come minimo concederci la possibilità di parlarci onestamente. Se non ne sei capace, la cosa mi fa rabbia, ma se la metti sul piano di “cosa si pensa di me” dalle montagne da cui vieni, guardandomi in faccia ed è l’ unica cosa che sai dirmi, sono stata lungimirante a ritenerti un coglione, e non potrai che averne conferma, dovessi girare il mondo. Domani ti lascio le chiavi dove hai consegnato la mia roba. Fammi la cortesia di andare a vagare al largo. Coglione. E poi scusami, considerando che pensavi di condividere il resto della tua vita con me, da buffone superficiale quale sei dopo appena tre mesi di conoscenza, e visto che non ti ho fondamentalmente fatto male, sarebbe onesto, umanamente che mi dicessi, visto che parli di voci, chi parla di me e di cose che ho detto in confidenza e momenti di smarrimento, ma, certo, tu, sei quello che sei, amore di plastica, che cosa si può pretendere da una mente umile come la tua. Ribrezzo Sei la novità assoluta. Complimenti. Ma vai a cagare Idiota Forse non è chiaro che sono molto in collera con te. È inutile girarci attorno. Hai cominciato ad essere come sei in una relazione e questo mi ha spaventato e messo molto a disagio. Io sarò pure drastica ma mi sembra che tu abbia avuto serie difficoltà a comprendere il mio disagio e serissime difficoltà a mettere in atto azioni che mi portino a ricredermi, evidentemente perché non è quello che vuoi, o sei così stupido da fare tutto ciò che può solo urtarmi, o sei in collera e ti comporti da coglione. Qualunque sia il caso non mi piace e non mi piaci. Non parteciperò a questo gioco, quindi la puoi piantare. Qui non si parla di pregi o difetti ma di intollerabile stupidità. E visti i tuoi limiti te lo scrivo chiaramente, per correttezza io non verrei a casa tua a provarci con i tuoi amici, ci vuole anche un minimo di stile. Quindi smetti, ti rendi solo ridicolo, anche perché io non ho nessun problema, sei liberissimo. Ma impara le buone maniere che non hai quindici anni. Sei di tufo. Ti ho spiegato. Non sono per niente gelosa di te, non avrei avuto quel comportamento, sarei andata via. È una questione di correttezza. È stato lampante a tutti quello che facevi. Non rigirare la frittata. Cresci. Spero tu non faccia in modo che debba toglierti anche il saluto. Tra un po’ ci passerà. Cerca intanto di fare l’uomo. E vedrai che saremo tutti tranquilli. Io finché sei qua girerò al largo. Prenditi pure il mio spazio. Ne posso fare a meno. Buona vacanza. 

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quanto sei idiota

6 febbraio – Presente Io mi scuso, ma ti devo dire due cose: se io sono con le persone non passo la serata al telefono; non siamo in un reality dove devo superare delle prove d’amore; a volte è sufficiente una buonanotte, non vedo il senso di queste forzature. Io non sono come te. Se devo trascorrere la serata al telefono me ne sto a casa. Io non pretendo mai un buongiorno o una buonanotte, credo che ci si debba sentire quando entrambi ne abbiamo voglia, l’educazione non centra. Tu mi spingi a fare quello che desideri tu, io no. Non è corretto insinuare il senso di colpa nelle persone che non soddisfano le tue esigenze emotive. Si prende atto e basta e si accetta eventualmente la diversità. Io non lo faccio neanche con mia figlia. È inutile dirmi non pretendo che tu stia al telefono se mi chiedi di sentirci dopo un’ora se sai che sono in giro e vorrei starmene in compagnia. Concretamente decidi che la passerò con te al telefono. A fosse successo il contrario come spesso accade ti avrei spinto a sentirci l’indomani. Ma questa delicatezza non la merito io da te. Io ho deciso di ignorare il telefono perché capissi. Ma il tempo ti rende più esigente, e io devo cambiare. Devo capire che hai ancora bisogno del bacio in fronte prima di andare a letto. Prendiamo atto non c’è niente da rinfacciarsi. Stiamo sereni che non abbiamo quindici anni. Sicuramente da ora sarò più chiara. Una mamma che aspetta alla finestra non ha più diritto di rimproverare il figlio di una che aspetta nel suo letto, ma accade, con tanto di “io ti ho aspettato alla finestra!”. Sicuramente suo figlio non lo ha chiesto. E comunque che palle queste cazzate! Sempre le stesse! Io vado a dormire. Ti lascio in pace. È caduta o hai chiuso? Mi racconti ogni battito di ciglia della tua giornata, io ti chiedo vai al cinema con i ragazzi e tu dici secco no, quasi fosse un tie’, e non aggiungi altro, io ti ho chiamato, ma questi giochini sono da ragazzini. Non lo fare, ti bruci. Io sono naturale così, non sono diplomatica, se ti faccio penare non è per sentirmi irraggiungibile o farti preoccupare o ingelosire. Ma se inneschi questo meccanismo, e mi costringi a fare come te, ti faccio schiumare. Per favore ti voglio bene, non facciamo queste cose. Sono felice se stai bene, se scegli di andare al cinema non mi fai dispetto. Con me non attacca, questo sistema non funziona. Riprenditi. Ci sentiamo domani quando vuoi io sono libera a casa o mia o tua. Divertiti, buona serata. Kiss Quanto sei idiota Scusami, sarai ancora al cinema. Sorry. Se non prendo la chiamata nel momento esatto in cui mi chiamerai, ti chiamo dopo. Sorry