evidentemente carichi di illusione

28 febbraio – Mi dispiace moltissimo. Ciao. Spero che tu possa comprendere. Mi spiace molto averti lasciato solo. Ti sono riconoscente per i bellissimi momenti (evidentemente carichi di illusione) e per aver compreso le mie difficoltà e avermi aiutato. Queste cose andrebbero dette di persona, ma lo sai ormai che mi riesce più facile scrivere. Non ci pensare troppo, e fai in modo di star bene. Se hai bisogno, nelle mie possibilità, puoi contare su di me. Un bacio

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che dici se ti raggiungo a casa tua ?

24 febbraio – Buonanotte, a presto Buongiorno. Quando arrivi occorre che mi dia un’occhiata al telefono. Ho appena ricevuto la tua buonanotte. Meno uno cuoricino….. Tutto OK uomo? Bello! Ma tu hai gli occhi lucidi? Chicchi’? Come sei bello Non ho chiuso occhio. Sono troppo eccitata. Tu? Sei in aereo? Bene perché sono in forte ritardo anch’io. Appena adesso sto entrando in doccia. Che dici se ti raggiungo a casa tua? Cosa posso fare? Io non sono passata da te. E non mi va di fare la strada, sono stanca morta. Sono uscita. Passo dal pub. Appena puoi fammi sapere cosa vuoi che faccia.

ho lasciato le chiavi dentro casa

21 febbraio – Sono appena riuscita a rientrare da ieri alle cinque. Ho lasciato le chiavi dentro casa. Ieri dicevo che sei la persona migliore che ho incontrato nella mia vita. Ma per favore quando ti creo problemi, non utilizzare questo metodo. Cerco di essere chiara. Battute del tipo io sono seduto per parlare con te (tu no), stai facendo altro ( non sei concentrata su me), ti chiamo per sentire la tua voce (tu no, probabilmente te ne freghi), questo latente rimprovero che ha lo scopo di instillare il senso di colpa, fossilizzarsi su un argomento, e testare il grado di interesse, focalizzando l’attenzione sul l’ atteggiamento che ho, e non su quello che diciamo mi irrigidisce, mi spegne la voglia di parlarti dolcemente, e dirti le cose belle che sento quando penso a te. Le cose potrebbero cambiare, ma non in questo modo. Non funzionava a scuola, non funziona nelle relazioni, non funziona sul lavoro. In nessuna di queste occasioni il senso di colpa mi ha stimolata, io, non passo il tempo a tentare di far cambiare idea su di me. Men che meno con te voglio sentire questa inadeguatezza. O comprendi davvero o decidi che non ti sta bene. Il mio approccio può cambiare solo se posso contare sulla tua comprensione ed essere serena, e ti darò anche più di quello che vuoi. E poi, cambia argomento, trova una scusa per chiamare, prendimi in giro, scherza. Ti ingolfi, sei pesante e io divento ancora più pesante. Mi fossi trovata UNA volta io a far sentire in colpa chi amavo. È inutile, io sto sempre dall’altra parte! Che cazzo. Certo me li faccio io e tu ci marci sopra. Scuse accettate. Mi sento sollevata. Ti voglio bene. Mi raccomando. Non avere fretta di rientrare. Torna a casa quando ti sentirai lucido. Non mi fare scherzi. Io aspetto venerdì. Dormo un po. A dopo.

tu lo sai chi sono io? No

20 febbraio – Per chiarezza…io non ti ho chiesto di non chiamarmi, ma di non farmi sentire obbligata a chiamarti. Che sia un dispetto, o un test, o una forma di rispetto scadente, continui ad affrontare la questione in modo infantile. Conosco ormai le tue abitudini, oggi avresti avuto modo e tempo, e presumo voglia. Questo atteggiamento aumenta la mia nostalgia ma anche la volontà a non farti vincere questa piccola disputa. Abbiamo condiviso adorabili momenti d’amore, oltre la pelle e attraverso essa siamo entrati l’uno nel cuore dell’altro. La notte prima che partissi è stata felice e commovente come una nascita. Genuina e benedetta. Nuova e irripetibile. Quando ti allontani la nostra unione diventa artefatta, e cerco di capire cosa succede. Io stravolta dallo tzunami, stanca, l’ultima volta anche acciaccata, spia del carburante accesa, accosto in un angolo del cuore, e rimango li immobile. Tu, non posso saperlo. Sento però che hai bisogno di non interrompere il discorso, e forse mi chiedi solo un po’ di compagnia e platonica condivisione di banali questioni di vita quotidiana, ma a me sembra che tu tema di non reggere la solitudine e che questo ti allontani da me e ti spinga a cercare altrove. Ma. La nostra unione merita più che un confronto squallido con le difficoltà che appartengono alla vita e alle nostre stupide debolezze. Io ci voglio credere. Una donna sensata a maggior ragione in quanto innamorata, troverebbe questa debolezza un’occasione per dominarti emotivamente e tenere a bada la propria paura di perderti. Il dolce ricatto è partorito. Amore fifty-fifty. Due cuori egoisti e una capanna. Le nostre paure le sfiderò con te. Io non ho paura. Non VOGLIO perderti. Mi manchi semplicemente, in alcuni momenti tantissimo. Quando smetterai di amarmi smetterò anche io. La paura e la gelosia se vorrai utilizzarli come presupposti, con me, serviranno solo apparentemente ad avermi, ma nutriranno un rapporto già finito, terreno, ignobile per quanto mi riguarda inutile. TU, col tuo cuore e la tua purezza d’animo, puoi avvicinarmi al cielo (sarà per questo che ogni tanto vedo le stelle). Avrai capito che non ho sonno. So che stai dormendo, ma scrivere mi fa riflettere. Ho cominciato per parlarti, l’intenzione era essere breve, chiara e antipatica. Ma parlarti sapendo che riposi, come un cucciolo triste, mi ha aperto il cuore, mi sento meglio, e sento il senso di stare qui ad aspettarti, e tutta la voglia di rivederti e far ripartire il motore. Quando lo desideri chiama scemo! Kissssss
Non capisco diverse risposte. Non capisco l’esigenza di rispondere, in realtà. Molte mie sono riflessioni che hanno lo scopo di farti conoscere il mio punto di vista, non accuse. Primo: i venti minuti non li ho ritenuti una mancanza di rispetto, sarei pazza, mi sembra solo che tu prenda il tempo per darmi la risposta “giusta” quella che credi voglia sentire, non quella vera. Secondo: non mi interessa che mi ami qualunque cazzata dica, ma che mi comprenda. Ho usato sempre “sembra” e “forse”. Impara a leggere, non interpretare. La solitudine di cui parlavo io non ha nulla a che vedere con i mille inviti, lo sai. Quindi di che parli? Il mio italiano è chiaro, e i concetti non sono complicati. Non ho mai detto che i cuori egoisti sono nostri, e fra noi non ci ricatti. Io ora come ora avrei forti timori a vivere con te, perché non ci conosciamo. L’amore non basta. Anzi questa idea dell’amore che giustifica ogni cosa mi fa incazzare. L’amore che distrugge l’amore. Tu lo sai chi sono io? No. E io non so chi sei tu! Comunque chiamami, ho bisogno di sentire come stai.

è semplicemente un’onda alta tra le onde

19 febbraio – Mi manchi Io non ho messo il naso fuori casa. Ho fatto ginnastica con un’istruttrice virtuale con la terza abbondante. Ho sistemato un po di documenti, ho trovato la patente! Non ho pranzato. Mia sorella dorme. Credo che stasera andrò al cinema. E sei costantemente sfondo dei miei pensieri, mentre il cellulare è rimasto sul comodino, in camera, fino a questo momento. Ti abbraccio Buonanotte cuoricino, sono indecisa tra una copertina o un orsacchiotto per il tuo compleanno. Non essere triste, se sono nel tuo cuore non sei solo. Perché l’amore, mentre la vita ci incalza, è semplicemente un’onda alta tra le onde

non resti in attesa di una telefonata che non riceverai

18 febbraio – È inutile che ci metti l’occhiolino, io sento che sei offeso. Mi dispiace ma non troppo. Ci hai pensato venti minuti prima di rispondere. Rilassati. Io ti penso ogni momento, sei dentro di me e dentro la mia casa. Questo è un esempio di come può svilupparsi la nostra comunicazione quando siamo lontani. Se hai reale bisogno di me io ci sono, Chiamami. Non mi sento la ragazza del militare di leva, non diventerò schiava del telefono. Goditi i tuoi figli e la tua vita. Se ho bisogno so che ci sei. Rimango a casa. Aspetto mia sorella. Ti auguro una buona serata e una buonanotte di modo che non resti in attesa di una telefonata che non riceverai. Non ho ancora finito con te baby… Solo? Io ho un’immagine di te sul divano. Come sta il mio carissimo amico? Io faccio l’amore con te tutti i giorni Ti lascio vedere il film, vado a sbrigarmi. Kiss